Diagnosi di HIV nei neonati

hivTutti i bambini che sono nati da madri affette da HIV hanno gli anticorpi IgG materni che possono attraversano la placenta liberamente. Questi anticorpi materni possono rimanere rilevabili nel siero del neonato per un massimo di 12-15 mesi dopo la nascita. Come risultato, la diagnosi sierologica dell’infezione da HIV è affidabile solo dopo i 15-18 mesi di età.

I neonati con infezione da HIV devono essere diagnosticati il più rapidamente possibile al fine di evitare la diffusione precoce della malattia ed iniziare la giusta terapia al fine di limitare la diffusione del virus e prevenire delle infezioni opportunistiche.

I test che possono essere fatti per la diagnosi di infezione da HIV per i bambini al di sotto dei 18 mesi di età sono la cultura HIV, il rilevamento del DNA provirale dell’HIV mediante reazione a catena della polimerasi (PCR) o l’antigene HIV (p24). La rilevazione dell’antigene p24 è sicuramente il test più economico e di più facile esecuzione, ma è meno sensibile rispetto ad altri test virologici, tanto che potrebbe mettere in evidenza una falsa negatività nei bambini più piccoli (sempre per il discorso degli anticorpi materni di cui abbiamo detto in precedenza).

La cultura HIV è invece fatta con delle cellule mononucleate del sangue periferico, ma è una cosa tecnicamente difficile e richiede del tempo, oltre che essere molto costosa e fatta negli istituti di ricerca. Dei risultati positivi sono disponibili sin da 1-2 settimane, ma i risultati negativi non vengono riportati finché non vi è alcuna evidenza di replicazione dell’HIV per 30 giorni. La sensibilità nella rilevazione dell’infezione è del 50% al momento della nascita e del 90% entro 3 mesi. Tuttavia, un singolo test non è conclusivo della diagnosi e deve essere confermato da un test di ripetizione o da un PCR, il quale ad oggi è quello preferito per la diagnosi di HIV nei neonati, dato che è un test che viene praticamente fatto sul DNA del bambino.